Mai temer

Mai temere la folgore
che saetta lontano
ma ancor più il suo fragore
che sconquassa il pensiero...
Mai temer quelle notti
scevre d'astri e di luna
ma paventare l'oscuro
che ammanta quel ch'è futuro...
Mai temer le parole
che ruotano al vento
ma ancor più quel silenzio
che a un ego reca scontento...
Mai temer quel sentire
di un cuore gaudente
ma ancor più il grande vuoto
ch'è rovello rovente...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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A
Aurelio Zucchi8 maggio 2013
Le nostre paure sono annidate nei veri contenuti che sprigionano angosce. C'é nei versi la ricerca, efficace, dell'individuazione quasi carnale di ciò che attenta alla serenità dell'animo. Apprezzata moltissimo per la reale consistenza del messaggio.
