Nei giorni dell’attesa
Nino Vicidomini
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Nei giorni d’attesa
la Tour si ergeva al cielo
stagliata
nel riquadro della grata
del nosocomio della nostra speranza.
I merli
erigevano ai paraggi
padroni dei platani annosi
e un rivolo d’acqua copioso
nettava le strade
ai margini dei fumosi marciapiedi.
- Il mercato rionale neppure mi sosteneva;
detestavo ogni minima distrazione - .
Lisa soffriva il suo male segreto;
rimanemmo
confinati in suppliche assorte.
- Nelle cene frugali
sfociava
la nostra tristezza;
come briganti rintanati - .
Venne Pasqua a portarci la pace
e volai dalla Senna al Vesuvio
con un grande magone,
ma Lisa fu forte
la vinse...
Ancora oggi
Parigi
chiede un nostro rincontro.
Torneremo.
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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