Era solo un pazzo
Ho conosciuto un pazzo, che diceva di saper travolgere solo
con la sua presenza.
Diceva di saper vedere senza il bisogno di guardare.
Diceva di saper udire senza il bisogno di ascoltare.
Diceva di saper parlare, senza il bisogno di usare le parole.
Diceva di essere in silenzio, senza il bisogno di stare zitto.
Diceva di vedere in ogni inizio la fine.
Diceva di comprendere ciò che non si voleva far capire.
Diceva, che nell'odio ne sentiva il pianto dell'amore
Diceva di cogliere nell'indifferenza il peggiore dei sentimenti
L'ho visto muoversi e ho visto come si muoveva.
L'ho visto mangiare e ho visto come mangiava.
L'osservavo mentre mi osservava, mi accorsi che era uguale a me.
Mi spiace che sia morto.
Ma forse, era solo un pazzo che si credeva me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
E
Estrella30 marzo 2007
Mi sono riconosciuta in molti di questi versi solo non nel finale, perché la ”pazza” che è in me non è morta e non morirà mai nonostante gli innumerevoli tentativi da parte dei tanti che non sanno guardarsi allo specchio, e con questo volevo dirti che mi è piaciuta, ma perché quel finale? Mai arrendersi!
S
Semplicemente Lulù31 marzo 2007
Una trasposizione del proprio essere confluita su un riflesso. E' come guardarsi allo specchio. Bravo.
Sandra Spano1 aprile 2007
un delizioso rincorrersi di se stesso... molto bella
