Impazza e cozza

Gronda di mestizia
quell'alba
sorta luttuosa
che offre allo sguardo
solo rovine e pianto.
Ritorna l'ora del dolore
per il fiero popolo del Faro.
E cozza
a muso duro
e schianta
l'esagitata prora
e spazza aliti di vita
colmi ancora
di rosee attese
...crolla
l'effimero castello
sulla banchina
e s'inabissa
affogando d'ogni domani
i sogni e le speranze
e scrolla le coscienze
della marina...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius13 maggio 2013
Rime tristi ma sentite per un tragico evento che ha colpito non solo Genova, ma l'Italia tutta. In questi casi la poesia, mossa da un commosso sentimento di rabbia, fa sentire la sua voce per inviare un mesto saluto che scompare tra le onde del mare! Complimenti, condivisa!
