Ultima stella
Tempo scorse la luce.
Nei tuoi occhi, nel tuo sorriso
penetrò l’infinito astrale
a coniugare le emozioni
giocate a carte con l’amore.
Vidi luce nei tuoi occhi
illusioni premature
falsità credenti
mi feci innanzi ai credo
dando scienza ai perché
Sentii l’anima
della tua essenza
accostarsi al mondo:
sembravi interessata
ad appartenere ad una vita
dalle forme angeliche.
Sarebbe stata una favola,
sarebbe stata il disincanto
di una vita irreale.
Avremmo goduto di frutti
dalle eccelse qualità.
Senza tregua
sono rimasto ad animare
le tue parole,
a curare i tuoi malanni.
Venne il tempo
che luce s’oscurò:
le stelle caddero nel mare
con esse si sciolsero i sogni.
Quali movenze
t’hanno fatto tradire
gli albori d’un eccitazione
che tanto decantavi?
Quali prove stai facendo
per capire
se d’amore
non t’illudo?
Vorrei urlare al cielo
quale pena
nel saperti lontano,
quale incertezza
destabilisce
i miei stati emotivi.
Eppur non mi muovo.
nulla tornerebbe come il tempo
trascorso nella culla dei sorrisi.
Nemmeno un bambino
crederebbe possibile amare
ciò che è stato buttato.
©
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L'autore
Marcello Esposito
Nato a Brescia, cresciuto tra la Franciacorta e la Brianza, sotto i cieli lombardi ha lottato con le prime tensioni amorose. Affascinato dalla Capitale, ne sente la mancanza senza aver il coraggio di lasciare la terra bresciana. Impiegato presso la pubblica amministrazione è sempre stato ancorato alla poesia come "sal
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