Aspettando la primavera
Fa buio,
se ne va un’altra giornata.
La primavera
è incominciata,
ma è ancora freddo,
piove,
sulle montagne nevica.
Nell’aria fredda
profumi
di una stagione che cambia
iniziano a sentirsi.
Il gelo svanirà
e tornerà la vita.
Le faggete sui monti,
ora così fredde e gelate,
si risveglieranno di vitalità,
e un verde meraviglioso
le immergerà.
Sta arrivando sera,
e una notte buia e fredda
sta per avere luogo.
La natura
dorme ancora profondamente,
ma con le faggete
si risveglieranno
tutte le altre specie presenti
in questo luogo,
animali e piante.
Vite che convivranno insieme,
nella pace,
nel verde.
Io sarò
uno spettatore.
Non vedo l’ora
che tutto ciò accada.
©
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Commenti (3)
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O
Oliviero Angelo Fuina31 marzo 2007
Piacevole lettura di questa quasi prosaica Poesia descrittiva anche se, per me, troppe ripetizioni disturbano un po' il naturale scorrere delle tue sicuramente capaci parole.
G
Giusi31 marzo 2007
Circondato da un bosco di faggi vola la fantasia estasiata dalla magnificenza della natura che espode dal cuore pronto a rimirar la nuova primavera che s'appresta. Gaudio a leggerti.
Cristina Khay31 marzo 2007
Bella questa chiusa...! Che dà il sapore della tua attesa... della tua preghiera! Piaciuta molto...
