Tempo che fu
Giovanni Chianese
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Affondai
nelle mie radiche
bucate da risultante sorte
Acerba la mente
e irrequiete le mani
dagli affetti erano legate
Se solo avessi potuto
da quel freno svincolarmi
chissà se ora sarei come sono
Ovvero più non sarei
Eppure se ti avessi portato
nei miei sogni pazzi
non saprei se fossi qui
davanti te a far carezze
ora che le tue chiome
brizzolate son dal tempo
Se ti avessi la luna promesso
non saprei se tu seguito m'avresti
nell'ombra mia emigrante
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Silvia De Angelis28 marzo 2014
Illazioni mentali d'eventi non portati a termine e che inducono a profonde riflessioni nel tempo che va... Versi molto apprezzati

