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Donne 18 maggio 2013 · lettura 1 min · 5370 letture

Poi, restasti a mani vuote

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Tu che cercavi un'alba in cui specchiarti non ne avvertisti che un tepido riflesso. Tu che inseguivi la vita, trascurasti chi ti reclamava trattenuto all'orlo della veste colorata, severa al tocco di dita che lentamente lasciarono la presa, Tu che ancor non intendevi cosa vuol dire abitare il silenzio di giornate vuote, piegavi il vento alle speranze, e cantavi, cantavi a squarciagola dando solo voce ai sogni. Dalle stanze tue fattesi rinuncia attendi e non comprendi come fu che l'alba senza avviso snaturasse in vespro. Dietro vetri serrati non canti più che son rimaste vuote le tue mani Con sconforti ora ti trastulli mentre ancor ti culli in attese che non han domani.
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Chi troppi sogni culla a volte la solitudine stringe

L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (1)

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Stefano Drakul Canepa19 maggio 2013

le attese a volte ci fanno disperdere il vero valore della vita, ma come si fa a non sognare, a non bramare cose che a volte sembrano troppo lontane? La solitudine per molti è l'unico modo di allontanare da sé un mondo troppo crudo e crudele... P r o f o n da