Dolce amaro
Rita Minniti
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Così ho aspettato il buio,
l’ordine sparso dei pensieri
cadere e poi rialzarsi,
mille volte,
al volto di stagioni,
perdute nel silente
ricomporsi di voci
che s’alteravano
e poi finivano a ridosso dell’io
urlando alla ragione.
Ho smesso di sentirmi aria
e d’ascoltarmi dentro,
d’ingigantire frasi
che seminavano tormento.
Di raccogliere il respiro
disattento alla verità
nell’ombra di rivoli
calpestati dai sospiri.
- Non volevo crederci
ch’era soltanto fantasia -
Ma avrei potuto pensarci prima
a spegnere la luce,
smorzare quella voce,
adesso che nel vuoto
è la rassegnazione
a non trovare pace.
Adesso che precipita
e cola come cera,
sul dolce amaro
ultimo scampolo
d’uno scalzo rimpianto,
il suo marcire.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (1)
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M
MariaGiovannAìnoRusc ito28 maggio 2013
A volte la ragione 'ragiona' in ritardo. Un più in la che si diletta a quasi schernire l'amante mutandosi in rimpianto. L'intelletto sbeffeggia traducendo rassegnazione. Una bell'introspezione.
