E quante volte
Francesco Falconetti
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E quante volte
avrei potuto
stampare il tempo
su sospesi istanti
che attendevano
solo il lieve alito d'un respiro
per esistere.
E quante volte
avrei potuto
prendere per mano il
mio destino,
invece arreso
all'ostinata mia assenza.
E quante volte, ormai,
m'accorgo
del tempo che irreversibilmente scorre
e lascia morire al guinzaglio
speranze attese,
ormai rese,
che s'allontanano
s'un treno senza binari che fugge via,
ormai lontano.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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