Frantumi e discendenze

Mi volge le spalle, lo sapevo già
della sua pia dipartita silente
dalla mia storia ma non mi ha visto,
la vincono urla nel cavo ventre,
colli di bottiglia abbandonati su
ampi selciati troppo frequentati.
Un fine fantoccio tessuto di orme,
di parvenze di affetto il ragazzo che
lei nel rosso tempio frustrato prega.
Si è mai liberato spirito da lì?
La possibilità del sentimento
che rifiuta gli specchi più nascosti?
Candele e micce non più effimere,
non più in cuore, polmoni, sinapsi,
ma in immersi bui colli frantumati.
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