Scie sfumeggianti

Tracciano candidi
solchi in cielo
intrecciando in volo
labili sentieri
che tremolano
sfumando all'orizzonte
...echeggiano in sordina
quei motori
che borbottando
tranciano
i nivei accumuli
mentre colmo di brezza
favorevole
è quel timone...
Di voli intrepidi
rilucono
le ali metalliche
sormontanti
un palpitante arcobaleno
che irradia di luce variopinta
e che navigano pacifiche
nel sereno...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius21 maggio 2013
Queste rime sono la dimostrazione che la poesia non ha limiti e quindi anche le scie lasciate dagli aerei diventano "labili sentieri" che il lettore è costretto a seguire con la sua fantasia fino a perdersi "nel sereno"! Complimenti!
