Ti cammino, ti taccio, ti scuso

Camminando su minuti frammenti di minerali
ti taccio,
per sentirti camminare.
Come una falda senza tempo
vuol confinare l’oceano.
Se soltanto avessi
sotto le unghie
un po’ della tua epidermide.
Se l’oceano tacesse
anche soltanto per un istante.
Potrei sentire i tuoi passi
e camminarti
le gambe, la schiena e l’anima.
Ma adesso ti scuso
l’accusa di normalità,
perché tanto qui il tempo ci confina.
E confina anche l’oceano.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero25 maggio 2013
versi di grande intensità, lasciano trasparire un'assoluto affetto represso... molto apprezzata

