Ho un abbaglio o il computer ha il guinzaglio?
Francesco Falconetti
237 poesie pubblicate
+ Segui

Tra polverosi rotoli di Studio di progetti assenti,
in un ammezzato oscuro dove la luce è bandita ed il freddo fa paura,
l'inverno non è mai assente e vige il concetto che
il tempo sempre è denaro ed il denaro è convertito in tempo.
Lì, ameno e triste, tra penombre di lumini accesi,
ammicca allo sguardo del mite ingegnere
un solitario computer che silente lì giace
in attesa di giovani mani che lo faran suonare
inedite armonie di tecnologiche soluzioni.
Così, curiosità si fa bandiera e, seduto nell'oscurità più scura,
Il tasto d'accensione il giovane il dito preme, mentre
routinarie procedure il processore inizia.
E mentre la luce del monitor all'oscurità dà vita
l'occhio mio distratto per un istante illumina ciò che
Il buio avea celato: il computer aveva il guinzaglio!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
