Cronaca di un capriccio

Si veste di tenero orgoglio
il musetto
e pianta quel broncio a dispetto
...tremebondo è il piccolo labbro
sdegnato
e si vela lo sguardo
ceruleo
...rimane in sospeso
una lacrima
e il fiato
poi espande il capriccio
con quel piedino
che batte e ribatte
...e rompe gli indugi quel pianto
che esonda alle gote
a dirotto
...par senza conforto
ma basta una coccola
e la filastrocca
e torna il sorriso
sulla tenera bocca...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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