Un meriggio campestre

E s'adorna di tiepido sole
quel lungo meriggio
in campagna
e trilla quell'aria ricolma
di piume e soavi richiami
...son tornati a quei nidi
lasciati in sospeso
ed alacri cinguettano
da un albero all'altro...
spalancati quei becchi
in spasmodica attesa.
S'espande sonoro
il mugghiar di bovini
nel tornare alla stalla
in fila indiana
mentre ruota paziente la coda
a scacciare quel ronzare molesto
...s'ode alto un abbozzo di raglio
ma non è abbaglio quel che giunge alla mente
...scalpita nel prato
l'asinello neonato
ed avanza pretese di gioco
rincorrendo una minuscola capretta...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele10 giugno 2013
bella e meravigliosa, quando la Poesia ti entra nel cuore, quel suo splendore icorporato ti fa gioire l'anima, e s'ode il suo fantastico profumo... e sembra viverlo...è SPLENDIDA.
D
Darius11 giugno 2013
Sono rime spensierate che donano la tranquillità che si avverte nei paesaggi campestri. L'estro poetico e la semplicità descrittiva allietano l'animo e donano serenità. Complimenti, apprezzatissima!

