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Morte 14 giugno 2013 · lettura 1 min · 3294 letture

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Sily49 81 poesie pubblicate
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Occhi colmi di lacrime sguardi attoniti senza risposta. Davanti all'altare coperta da un tripudio di rose una bara in legno di faggio cela il corpo di una giovane mamma. Nella chiesa dove sino a ieri la sua voce si innalzava a Dio, il coro canta con voce tremula solo per lei, fiori a colmare il vuoto. Voglia di ribellarsi, di gridare per l'ingiustizia di una malattia subdola e crudele che colpisce a tradimento quando la vita gioisce e, il cammino è ancora lungo. Crediamo in Dio, nella Resurrezione in un domani di pace, osservando quella bara una voce dentro grida ...perché?... perché solo a Lazzaro?
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la morte è sempre inconcepibile, ancor di più quando colpisce una giovane donna che sino a pochi giorni prima incontravi in chiesa e per strada

L'autore
Sily49

Piemontese, amo cucinare per la mia famiglia e gli amici, amo camminare all'aria aperta, lontana da centri commerciali, ballare, viaggiare, tutto lo condivido con mio marito che adoro. Mio figlio mi ha fatto dono di due splendide bimbe, Giulia e Gaia e ringrazio il Signore per tutto... Ho ripreso a scrivere in un a

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Commenti (4)

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D
Delinquente14 giugno 2013

La tua mamma che ora sta leggendo la tua poesia assieme agl'angeli, è dispiaciuta del tuo rammarico verso Gesù, perché non l'ha trattata come Lazzaro. Dio traccia il nostro cammino e lei in silenzio ha ubbidito. Lei ti aspetta

M
Mariasilvia14 giugno 2013

Un viaggio verso il cielo che apre a spazi azzurri dove l'anima non soffre e la Luce è intensa. Commovente lirica. Molto ben curata. Un senso di vuoto che tra le righe è forte come la chiusa particolare. Apprezzata e sentita!

Alberto De Matteis14 giugno 2013

La morte, come il dolore, è uno dei misteri della nostra esistenza, forse il più tragico, del quale non sappiamo dare un perchè, specialmente quando arriva in giovane età. Per il cristiano, poi, la morte è soltanto un cambiamento di vita (vita mutatur non tollitur), ma nonostante ciò non riusciamo a rassegnarci. Perciò capisco il grido, quasi di ribellione, dell'Autrice di questa bella poesia. Perchè? Una lirica ben stilata che mi ha molto commosso.

Francesco Rossi14 giugno 2013

La morte è la fine della vita che ci è stata donata, con essa la nostra esperienza terrena finisce e, ancor più cruda è quando colpisce giovani, operai intenti a svolgere il loro lavoro. Non è facile accettare, ma il concetto è quello di vivere ogni momento della nostra vita con slancio e spirito propositivo affinché il nostro corpo possa godere il viaggio terreno, quello spirutuale è un'altro viaggio sul quale occorre misurarsi con realismo e per chi ce l'ha con fede.