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Impressioni 14 giugno 2013 · lettura 1 min · 1481 letture

A te poeta

M
Maria Rosy 204 poesie pubblicate
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E ti vesti d'estro poetico e soave sciorini le rime che penna fremente su pagina bianca scrive. E paion a chi legge rapito, che neanche la folgore frena quel dire. Or parli d'amore sublime e tenace o dietro a nubi nascondi la notte che manca di stelle. Or pianto di bimbo il cuore materno t'ispira mare e tempesta di bonaccia quieta descrivi. Rallegra il tuo estro l'ignoto lettore mai stanco legge e rilegge parole nel vento nel sole o cristalli di brina che rorida terra bagna al mattino.
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a mia sorella viky

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L'autore
Maria Rosy

Sono nata in provincia di NA.A 10anni ci siamo trasferiti a GE.perché mio padre essendo marittimo con le navi faceva spesso scalo in questa meravigliosa città.Vi ho vissuto per 35anni:tutta la fanciullezza e oltre.Poi mi sono trasferita in provincia di BS.Qui vivo e sono ormai nonna e pensionata.Cosa dire di me? Parlo

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Commenti (4)

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Vivì14 giugno 2013

Una soave, dolcissima dedica dettata dal cuore e da un sentimento fraterno che sa sfiorare le corde emotive in modo delicato. Molto apprezzato lo stile, mai monotono, che fa scorrere queste rime con una leggerezza tale da donare una lettura piacevole. Squisito l'intento suggerito da un animo genuino come il tuo. Grazie.

s
sergio garbellini14 giugno 2013

Chiedo scusa per la mia sincerità, ma leggendo verso dopo verso, mi è sembrato che l'autrice abbia intercettato tutta la mia vita fatta di poesia, parola per parola, sono andato indietro con gli anni ed ho vissuto le mie liriche nel tempo lontano, mi complimento con l'autrice perché ha saputo descrivere la situazione ispiratrice di noi poeti, con una sequenza di particolari che mi hanno lasciato stupito, l'ho molto molto apprezzata.

Francesco Rossi14 giugno 2013

Una poesia che scorre fluida alla lettura. Si noti come l'autrice si sia messa in simbiosi con l'animo gentile per verseggiare poesia e ommaggiare il poeta.

Salvatore Masullo17 giugno 2013

Questa poesia mi ha fatto venire in mente una frase del poeta greco Odisseas Elitis (Premio Nobel per la Letteratura nel 1979) che un giorno ebbe a definire i poeti come "gli inconsolabili consolatori del mondo". Infatti i meravigliosi versi di questa poesia danno evidenza dei palpiti e delle belle sensazioni d'animo che vengono trasmesse al lettore, mentre il poeta continua a esternare i moti dell'animo, danzando con le sue rime e le sue parole in quest'universo che s'alterna di continuo tra gioie e dolori, affanni e piaceri, ...