Dai crinali ai coltivi
Nino Vicidomini
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Stagliati nembi e un porpora stentato
sui netti confini del cielo!...
Brulicanti di linfa,
in lievità di luce,
il mare di ginestre e valeriane rosse
stanno al giro del sole.
C’è un opale proteso ai ricordi
che sottende immagini stinte;
con fumosi silenzi
per gli antichi sentieri si muove.
Dai crinali ai coltivi
hanno preso i tornanti
le passate stagioni
e bagnate dall’ombra
stanno dentro ai frascumi
consumando l’attesa.
Cingerò al mirtillo odoroso
minuzzoli di affetto.
...E canterò Trecase.
...
...
Come vitigni acerbi alle spalliere,
ho vincoli tenaci
con questa terra nera vesuviana.
Sì...canterò Trecase!...
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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