L'ultimo uomo dell'isola dei rottami
Hariseldom
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Ha un fucile scarico
l'uomo dell'isola dei rottami
una voglia di fragola sul viso
e una canna da pesca
con due nodi.
Non ha nulla
solo ricordi
e mangia banane e noci di cocco
a volte anche granchi
quando i granchi non mangiano lui.
La società delle lucciole nude
ha vomitato un altro acido sul letto
l'uomo guardiano dei rottami
legge una rivista porno
ma non ricorda perché
forse la sua chiesa lo sa.
Il sole graffia il suo volto
i figli sono emigrati nel bosforo
uccisi da una guerra di religione
e sua moglie si è fatta santa
nella terra delle campane di vetro.
L'uomo dell'isola dei rottami
colleziona miraggi
li porta nella sua capanna di latta
tra batterie usate
e un ritratto del Che in mutande.
La falce e il martello capeggiano nel porto
dove l'ultima nave
ha scaricato il suo carico d'uranio impoverito
e lui non ricorda se sta con stalin
o Rabin
lui non ricorda perché.
Aspetta una donna
mentre delfini morenti
spiaggiano
e conchiglie di vetro
riflettono il sole
nell'isola dei rottami
l'ultimo uccello muore
e lui
sorseggia cocaina.
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Hariseldom
Commenti (2)
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a
andrea ristori18 giugno 2013
poesia d'autore di altissimo livello, meglio isolarsi da una società che considera l'uomo un oggetto prima o poi da rottamare quando non sarà più funzionale alla causa fondamentale del sistema, cioè il denaro; profilo amaro, ma realistico dell'uomo della società post industriale.
p
paolo corinto tiberio19 giugno 2013
vedo la chiusa come emblema di questo periodo storico...
