Ristorante Statale 16
Ristorante statale 16
i camionisti
inchiodati alle sedie
hanno incroci sulle facce
e semafori negli occhi
guidano nel piatto
coi denti contano chilometri
curvano tra pesci e insalata
smarmittano fritture
fanno tagliandi con olio e aceto
e additivi al vino
Stanchi guardano
la televisione che sempre
bara e li sorpassa
e cameriere e cuochi
dirigono solo traffico seduto
Poi telefonano lontano
gareggiano a far sentire voci
calde d’atmosfere,
sorridono, hanno case in pugno
Caffè e liquori
battezzano il ciarlare
atteso fuori ad accendere
ceri di tabacco in omaggio
ai nervi fili del domani
arrotolato nel rombo dei motori
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Commenti (1)
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Massimiliano Moresco21 giugno 2013
Bella e particolare poesia che da l'idea di come possa entrarti nelle viscere un attività particolare com'è il camionista. E si avverte questa sensazioni del predominio, della totale immersione nella guida che, ogni esperienza o situazione, sembra richiamare il totale (ossessivo) asservimento a quel lavoro.
