Un Palcoscenico Di Porpora Ed Ombre
Daniela Pacelli
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Cento e ancora cento i miei passi
a valicare la soglia dei sogni
che svaniti al tramonto
ardiranno nella luce del mattino
Cento e ancora i miei sguardi
verso oasi di pace
deserti senza polvere
e riserve naturali incontaminate
mi sazierò di immagini
mi disseterò di frasi mai raccontate prima
e esaudirò desideri e carezze
con la brezza del vento
che dissipando il grigiore delle nubi
schiuderà altri varchi
e mi sento libera
nell’aurea senza confine
mentre respiro la vita che mi corre dentro
quella vita ormai morta dentro il cuore di chi
sorride allo specchio e non a se stesso
prendendo in mano il corpo
e non l’anima accanto
di chi trucca i contorni delle rughe
scavate dai rancori
e non gli occhi
vestendoli di stelle
di chi si maschera con gioielli
e sete pregiate
per celare la povertà
di chi sputa veleno all’angolo
e mostra l’allegria al tavolo dei commensali
un teatrino di marionette che illude
nell’amaro di una serata spenta in un bicchiere
Si chiuda il sipario
perché è questo il palcoscenico tinto di porpora e ombre
che non vorrò cavalcare
©
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 giugno 2013
Riflessioni poetiche di grande spessore; sentirsi liberi nell'aurea senza confini centro catalizzatore della riflessione scritta in versi da parte della poetessa.

