Fuga ribelle
Giovanni Chianese
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Soli con sacchi a pelo
vanno in giro per l'Universo
volano per altri lidi
non c’è Dio per questo mondo
dove il vuoto è buio pesto
Vestiti a brandelli
barbe lunghe e capelli incolti
sporchi uomini ribelli
dormono per scemar la rabbia
sognando il Paradiso
Anime disperse
finti matti tra la folla
hanno perso l'opulenza
ma non il proprio Dio
a cui parlano al ciel supini
E lo scrivono sui muri
al tramonto degli orizzonti
che Dio c’è ad ogni angolo
dove il magma arde fasto
all'Angelo del peccato
Da infuocati lagni scappano
dove arpioni arroventati
sono arsenali del delitto
diavolo è il volere del potere
che l'amore e libertà morde
Parole sante di un Dio
siamo frutti dell'amore
cresciamo liberi per amare
lassù c'è sempre chi guarda
ascolta e mai dimentica
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Francesco Rossi29 giugno 2013
Il libero pensiero accompagna questa composizione poetica, un urlo di ribellione sacrosanto mirando l'astro supremo.

