XI- (dalla silloge " Soffi penduli d'amore")
ma non parlatemi che non ne ho voglia, di soli sorti doppi
mentre perlustro la traccia lasciata nuova nell'erba umida
che cede, sganciata a infrangersi per estasi incombenti
arroccate negli archi dei ponti, unica ampiezza che spalanca
tremulii pallidi nel mezzo del giorno
nulla
spaventa la strada che percorro: la vita e la morte
si vanno intersecando, divorano spazi con bocche giganti piene
di fiori e denti, e poiché non voglio fermarmi per la morte
poggio un senso qualunque alla vita, nella quanto
mai inutile identità illusiva di avere ancora qualcosa per
stracombattere e per cui soccombere
tu chiamalo amore
se vuoi
mentre avvolto da una luce fermentata cupa
il fiume rosseggiante dei papaveri
fluisce con la selvaggia certezza dell'estate
tra la calura dei prati verso un imprevedibile incontro
di pace azzurra anelando il mare.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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