Che mi appartiene

Barlume nei miei occhi,
quando sono tornata a casa,
prova del mio incontro.
E prova i miei sospiri.
Vorrei che fossi geloso,
che non mi lasciassi vista,
né movimento.
Mi tenessi
a catene dorate di domande
e interrogatori assidui.
Bianche lenzuola
dove vuoi sentire
soltanto il tuo odore con il mio.
Dimmi,
dimmi che non devo.
Dimmi che non vuoi
che i miei passi
seguano lo stesso percorso
del passante in strada.
Lava il mio sguardo
ogni volta che distratto
si posa su di un altro uomo.
Conserva quel mio capello
che hai trovato nel pettine.
E folle stringimi,
nel sapere che non sono mai stata tua.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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andrea ristori29 giugno 2013
la gelosia dilemma della vita, se c'è corrode i sentimenti, se non c'è li dilava, se c'è e non c'è al tempo stesso li rende eterni ed alterni, io personalmente non ci ho mai capito nulla in materia ben sapendo che è l'unico modo per provare almeno a capirci qualcosa.
