Dalle ginestre antiche ai limitari
Nino Vicidomini
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La sera estenuata prendeva commiato
dalle ginestre antiche ai limitari
e tutto sfaceva, in un lento richiamo,
sui ruderi ombrosi.
Calava per la rupe, intriso di silenzio,
il fresco dei pini
e andava ai fichi d’india già maturi,
verso le rocce brune.
Baciava il terriccio sul prativo
la pioggia sottile
e il mare grigiastro
sfocato appariva in fondo al declivio.
La sera estenuata
prendeva commiato
e tutto sfaceva nel lento richiamo.
...
...
Adesso si volge screziata d’intorno
e ha mutria avvivata
nel fiacco declino del giorno.
Ha cose d’incantamento
fermate nel dubbio
l’effimero tempo che resta
...e viene malioso un miraggio
dai campi pietrosi:
- Con aghi di pino
operose mani contadine
imbastiranno il buio a filati di luna. -
La notte estenuata
si volge screziata sui ruderi annosi!...
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Azar Rudif29 giugno 2013
una descrizione dal sapore decadente e dal potere evocativo di luoghi e tempi familiari

