Vetri appannati

Sui vetri di lacrime
appannati
appoggiai le mie labbra
ancora calde di te
di febbre del tuo sapore,
in eterno avrei
voluto durasse.
Guardai fuori
la pioggia tintinnava
dolcemente
su tutto
anche sul mio cuore
i pensieri volavano
in alto oh esser ancora
fra le tue braccia,
ma tu più non c'eri.
Le mie calze di seta
i vestiti i doni
le bugiarde lettere
tutto buttai erano ricordi
troppo molesti,
pulii quei vetri
per cancellarti
per sempre
dall'anima mia
©
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L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele1 luglio 2013
a volte un amore si rivela triste nel suo stesso e provoca tra sentimenti e lacrime il suo scindere... notevole e sentita
