Lascia che io mi parli
Forte è il suono del silenzio
la chiarezza delle immagini
il dolore delle emozioni
Anime morte in vita
che anelano al ritorno
con le dita sanguinanti
Si aggrappano a presenze
effimere coperture della mente
Straziante è la consapevolezza
dell'irrealizzato sollievo
palliativo della vita che vuole esserci
e poi ci sei tu chimera
che ascolti il mio pianto
che lasci che io mi parli
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L'autore
Pepita
Sono nata circa quarant'anni fa..in un paesino ai piedi dell'Irpinia. Il terremoto dell'ottanta sembra averne cambiato i costumi. Avevo 8 anni quando c'è stato il terremoto e le cose che ricordo del periodo precedente sono le donne dai fianchi larghi che portavano lunghe vesti e coprivano capelli lunghi e grigi nono
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco25 luglio 2013
Mi piace come nella poesia l'autrice riesca a far emergere con consapevolezza quel substrato inconscio dove sono sedumentate le esperienze personali e dove sono presenti i fantasmi del passato che urlano con strazio le loro sintomatiche richieste. Un testo davvero ben scritto.
