Soliloquio
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Una poesia dal sapore gnostico in cui l'anima è prigioniera di un corpo- gabbia ma, noi stessi, siamo di lei prigionieri e sembra avere uno scopo per noi ignoto ma irrimediabilmente necessario.
Una poesia in cui l'autore mette a nudo la sua anima, riconsiderando il proprio passato ed anche il presente in cui alcune certezze vengono meno. Forse è il tempo dei ripensamenti e si cerca di tirare le somme, mentre dentro l'anima vorrrebbe imporsi. Certo sarebbe meglio se tacesse, se uscisse da quel corpo, per non dover sentire la morsa dei rimpianti o dei rimorsi... Molto bella!
sconvolta, stordita, esterrefatta!! emozione a pelle in questi versi che delicatamente si aprono, quasi a voler mostrare il cuore, uno spaccato interiore che si porge al lettore ed allo stesso autore con intimità ed umiltà!!! un'anima che parla agli altri prima che a se stessa, che cerca conforto e respiro attraverso le parole che come un fiume in piena rischiano di straripare, implorando vita alla vita!!! composizione magistrale!!!



