Il Fascino D'Oriente
Daniela Pacelli
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Chiudo gli occhi un istante
e assopisco soavemente in un sogno
dai contorni e sfumature confusi
lontani ma reali
vedo vapore trasudare
dall’asfalto arso di sole
mentre polvere esala ad agio
ad ogni passo lento
e mi immergo nello specchio del deserto
dove l’eco del silenzio
m’accompagna nello spazio di questo viaggio
dove il rosso e l’avorio strizzano il panorama
come fogli spruzzati da bombolette senza gas
sapori e odori speziati
s’impilano tra i balconi del vento
che soffia repente
come folate di fon
una terra spoglia di agi
dove i rumori evanescenti
arricchiscono la penombra
di colori vividi e umani
e mi piace danzare a piedi nudi
sul pensiero di quei fasci ardenti
aizzati tra l’orizzonte e la vallata
che strapiomba sul mare
e quei volti scuri
dove spicchi di luna limpidi
s’affacciavano tra le labbra
restano immemori
dentro sguardi che si perdono
come luci spente dal buio
a cercare un sorriso
che sia più caloroso d’un abbraccio
nulla da riportare con se
se non quegli occhi grandi e spauriti
e uno zaino di emozioni
troppo grandi da contenere nel cuore
sono solo segmenti di immagini e flash
che la mente proietterà ancora
per lungo tempo
©
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Daniela Pacelli
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