Sprigiona calore

Mormora con tono scoppiettante
l’acredine
che milleneraria cova
sotto la cenere
e avvampa con l’indole rovente
che lo distingue...
protendendo al cielo
le ardenti lingue.
Si tinge il mondo dentro
il mio camino
e mentre espande nei dintorni
una cortina
ha inizio la fiammeggiante
danza di creature aliene
che sinuose dimenano le spire...
Sprigiona
volute serpentine
a ghermir l’antro
che ascende all’oscuro,
e tu travisi per pianto
quel che trabocca agli occhi
e punge ma ch’è incanto
mentre eleva gaio
il canto di scoppiettanti monachelle...
sprazzi di quiete e gioia.
Cattura un cuore osservatore
l’intimo di un vispo fuocherello.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius10 luglio 2013
E' ipnotico lo scoppiettar della fiamma nel camino agevolando il viaggio della fantasia, emoziona ed i versi sgorgano spontanei, come queste rime che descrivono in modo perfetto lo spettacolo del fuoco e delle fantasie che accendono la mente. Complimenti, condivisa!
