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Amore 9 luglio 2013 · lettura 1 min · 4689 letture

Tra IL PUDORE e L’AMORE

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Dal nato pudore nascondevano le giovani figure le rotondette forme oscurando ai curiosi le fattezze di quelle sinuose onde a chi in agguato la giovinezza prende. Al sublime amore si offre l’acerba creatura con le dolcezze dei baci e, nei felici pensieri ai principati degli amori guarda con occhi aperti e chiari.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (11)

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Rosita Bottigliero9 luglio 2013

Poesia di stampo stilnovistico con la purezza e l'ardore dell'anima. ... ...ottima lirica ...

Melina Licata9 luglio 2013

Nell'intimità leggero scivola e si perde il pudore... Versi che librano leggeri come piume con belle immagini evocative... Molto piaciuta ed apprezzata!!

EnzoL9 luglio 2013

lo trovo un gran bel pezzo. soprattutto la strofa di chiusa. Ben ritmata, profonda un suono delicatissimo i miei complimenti

Laura Sensoli9 luglio 2013

Molto soave nella descrizione che cattura i sensi e ti coinvolge. Complimenti!

Il pudore dell'età acerba, dolce e accattivante di qualche generazione fa, rivive in questa lirica, quando nelle ragazzine c'era ancora il senso quasi di vergogna, nell'esternare la bellezza pura e semplice.

Antonella179 luglio 2013

il dono della donna come fiore e pudore di gentili forme... molto intensa...

Grazia La Gatta9 luglio 2013

In versi ben scritti, l'autore spiega come, un tempo, venivano nascoste le forme sinuose dei giovani corpi, con abiti coprenti in modo casto per un senso di vergogna e rispetto. Molto apprezzata.

Berta Biagini9 luglio 2013

L’autore ha voluto elargire un magico bouquet onde farci tornare indietro nel tempo, quando gli insegnamenti avevano tutto un altro aspetto.

Massimiliano Moresco10 luglio 2013

La delicatezza che contraddistingue l'autore, ci guida nel regno dell'immaginario dove uno stile, un modo d'essere, decretava la possibilità di guidare i sensi oltre il semplice vedere ma nel luogo proprio dell'immaginazione. Luogo in grado di sospingere uomo e donna a concedere e concedersi in un desiderio non pruriginoso e consumistico ma, capace, di dischiudere i due essere in una comunione vicendevole, simile alla meraviglia che si prova quando si osserva un bel fiore schiudersi.

Cappuccio Anna Maria10 luglio 2013

Leggendola ogni parola ha cavato la mia anima e ha tremato riportandomi a fatti accaduti ricordi intimi chiusi nell'anima... è una lirica che fa scivolare con mirabile dolcezza i veli che coprono l'acerbo fiore. Complimenti.

Daniela Dessì12 luglio 2013

Versi dal suono elegante e carezzevole, si presentano in una veste linguistica molto ben curata...