Il Sogno di un Sogno
E’ una serata cupa, lampi e tuoni;
due nipotini dormono buoni, buoni.
Stanno vicino l’uno all’altro stretto
in quello che lor chiamano grande letto.
Accanto v’è la nonna, tutt’amore,
che per lor prega Iddio, nostro Signore.
Il vento ulula forte, un gran lamento,
prendere sonno, quella notte, stento
mentre il rumor dei tuon di tanto in tanto
riporta il pensier mio alla stanza accanto,
a papà mio, a nonna Giovannina
a mamma, a zia donna Esterina
al papà di mia moglie, alla mammina,
alle sorelle lontane e alla vicina.
Tutti in rassegna passo i miei parenti,
ne conto tanti, cinque volte venti;
gli occhi sono stanchi, lacrimanti
così mi fermo senza andar più avanti.
Mi ritrovo, di botto, in un salone
zeppo di sedie, tavoli e poltrone.
Una ad una riempiono la stanza
innumerevoli persone, in allegranza
Per prima accanto a me siede mia moglie,
all’altro lato siedono due figlie,
seguono di mia moglie e me le casate
e a lunghe sopracciglia, due antenate.
Entra, poi, a passo lento e cadenzato
l’Arciprete Battista accompagnato
da Ciccio, maresciallo, assai compìto
nonché lo fratel Giuseppe, l’erudito.
Con cinque germogli dal festante viso
i miei figli maschi mi stanno a fronte,
alla lor destra è giovane in sorriso
e accosto di famiglia altro esponente.
Sono i nipoti primi, alti e snelli
c’hanno valore di inestimabili gioielli,
segue la femminuccia dai neri capelli,
occhi castani, luminosi e belli.
Nella festante, gioiosa ricorrenza
allieta la serata la presenza
la discendenza dei tanti parenti
con allargata ceppi, lì presenti...
S’avvera il desiderio di tant’anni
vissuti in sofferenza e negl’affanni
di vedere presenti tutti quanti
a cerchio radunati, esilaranti...
Finito il sonno s’azzera l’incanto
e nel cuore rilacrima il pianto,
giacché tutto vissuto ho nel sonno
che portato m’ha a far questo bel sogno.
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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