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Introspezione 11 luglio 2013 · lettura 1 min · 3553 letture

Selvaggia natura

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Un’ orchidea nera tatuata nel petto fase lunare trattenuta da un Autunno piangente che dell’Estate filtrerà il segreto di fiori caduti fra rami di alberi imprigionati, nel fruscio scampanellante di pensieri connessa attraverso la terra, l’erba fresca del mattino in quelle zolle bagnate, incubando semi rimasti inermi dove si fa più forte l’odore di more nelle pinete marine in questo tempo che sfugge mentre ho ali di dolore dentro al cuore strappate al canto delle sirene in un viaggio mai intrapreso
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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P
Paolo Morganti11 luglio 2013

Selvaggia perché incontaminata perché virginea la natura non appare mai inaccessibile ma attraverso il viaggio di questo profondo pensiero, la natura mi appare accogliente. Nel suo ciclico vivere e cambiare vi è il viaggio dell'uomo vi è il germoglio che protende le braccia al cielo, vi è la pianta che forte s'eleva fino al sole, vi è la naturale caducità che non mette fine assoluta perché nulla si distrugge. Solo allo zero assoluto la materia non è più materia.

emmalisa lucchini11 luglio 2013

nel viaggio mai intrapreso si spiega il dolore che la Poetessa evoca mentre il tempo fugge, come i semi mai fecondati e i rami degli alberi imprigionati l'anima addolorata in connessione con la natura desidera fecondare quei pensieri farli volare... Apprezzata

Jibi11 luglio 2013

Scorgo in questi versi bellissimi, l'assonanza tra il dolore del proprio essere e quello inflitto a Madre Natura.

G
Gandalf bleu11 luglio 2013

La straordinaria bellezza dei versi evidenziati da una mirabile poetica rendono la lirica un piccolo capolavoro. Complimenti F+ S

Emanuele Strada12 luglio 2013

il viaggio intapreso dal cuore della poetessa che sa come dargli voce, . .

D
Delinquente12 luglio 2013

Raffinata e sublime lirica che la poetessa esprime nel guardarsi dentro e sentire nelle stagioni la bellezza della natura " connessa " alle rugiade che rendono madide le più selvatiche piante mentre un dolore dal cuore strozza ricordi di viaggi mai intrapresi

Paola Galli12 luglio 2013

versi tanto delicati quanti tristi, che cantano un'animo sofferto e sofferente, che vorrebbe respiro e tregua, che attraversa le stagioni sperando il dolore si plachi!!