Gracchia, la cornacchia
cocòveronicacroccia
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Gracchia la cornacchia.
"Smettila di tacere!"
esclama.
Resta nella mente solo il dubbio.
Cade dalle stelle la verità,
precipita in una botola profonda.
E ora Tace.
Ti torcevi,
quasi non respiravi
la paura diveniva la sovrana
urla calpestavano il silenzio.
Menzogne: oro colato dalle labbra.
Pensieri disconnessi
movimenti dismessi.
Invasione di spiriti maligni
trascinanti emozioni
naufragate in un universo di fango.
Buchi neri risucchiavano il momento,
riversandolo come cibo per topi in un inferno.
Il seguito fu maldestro.
Il Dio avanzava senza rispetto.
Non permetteva all'aria di passare.
Inibiva ogni sorriso sull'altare.
Cambiava marcia a ogni incrocio,
definendo un circolo vizioso.
Ripercorreva la cornacchia vecchie foto,
lo faceva senza riposo.
Impedivano alla gioia di scoppiare,
alle risa di respirare,
alla felicità di approdare.
E la vita proseguiva a mezza poppa.
Quasi con una ferita nella bocca
che colava e riversava vino rosso
nella candida mattina
ora a più non posso.
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