Imitation of life
Leggo tra rughe cresciute nell'anima.
Rifletto su cio che è stato e se ancora qualcosa ci sara'.
Ma quel doppio di me non risponde, non da certezze.
E' l'orlo del mondo, di montagne antiche
poggiate sul baratro dell'infinito.
Quel bambino che amava giocare per le strade
empio di un niente che era pace non c'e' più.
Ha lasciato posto ad un uomo
che non riesce ad affrontare
il mondo che quotidiamente vive
ma non sente suo.
Lo specchio si curva
in una ellisse che compira' il suo corso.
Potessi essere più del tempo, più della luce
per FUGGIRE.
E' tutto quel che resta di un anima indomita,
fiera, sincera che tanto ha sognato.
Sfioro quel mistero e come l'acqua del mare
o del lago, si increspa.
Non è uno specchio, è la mia mente che non mente
impietosa,
mi sollevo ed inizio a camminare
attratto dal mistero impossibile.
Forse un giorno vedro' oltre le barriere delle mie paure.
A scrivere con dita di diamante.
A cadere dal cielo senza sentire il vento.
Ad ignorare cio' che più mi ferisce.
A convincermi che puo' esistere una terra
dove la liberta' e l'uguaglianza non siano offese.
Ad udire il canto delle balene
o l'ululato del lupo.
A non sentir più bambini piangere.
A strappare un solo secondo al tempo per anticipare l'inevitabile.
A convincermi che basterebbe poco per far si che nessuno abbia più a doversi confrontare
in una corsa come un auriga che si scaglia verso la morte.
©
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