D'improvvisare
Forse è meglio aggiungere qualcosa,
non la presa di coscienza, non l'ultima vertigine
ma un maciullare secco di ogni ombra (che forse non
c'era, ma si riproduce in tagli acuti: le tue spire
di blues cadute con la cenere a morsi
sul tappeto)
Dici:
altra musica che si brucia in una sola nota...
ascolta, la notte è in salita e sgomita
all'angolo di domande pruriginose, allora ci si scuote come
il cane le pulci e nel letto sale rumore che è poi
sonno
d'accordo
parliamo d'altro
immaginiamo di convivere con universi paralleli
distanti da ogni forma umana
con case di luce che illuminano a giorno la collina
ora che i tuoi spazzacamini acrobati hanno scopato
tutte le stelle conosciute
e forse anche di più
in un mischio di trito di foglie s'estende accorciandosi
il prato in discesa dei crocus gialli
lente si disgregano le crete
e nella voragine di pensieri dispari
s'annebbiano le stanze.
©
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (1)
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B
Barba9 ottobre 2013
"Le case di luce" mi fanno impazzire e sono versi che trasportano fuori e dentro la realtà.
