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Introspezione 15 luglio 2013 · lettura 1 min · 2068 letture

Desperados

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Sono il diavolo e l’acqua santa ho un serpente nel ventre brulicante a cerchio striscio ingoiandomi la coda mentre mi consumano l’anima Nelle notti insonnie del divenire ho guardato a terra per ritrovar la strada mi hanno dato un calcio nel sedere sfondandomi la porta del ravvedimento Ho guardato il cielo per volare mi hanno spento la luce negli occhi come un boomerang della sorte nelle tenebre dei disperati mi sono ritrovato Ho teso una mano per compagnia mi hanno strattonato buttandomi nel dirupo per la rabbia ho pianto sangue navigando nel fiume della morte Le mie sono lacrime di viandante vivo scacciando il suicidio ora che sono in una tomba senza croce a cielo aperto inondo nauseabondo olezzo Ancora mi ripudiano sputandomi addosso nella discarica sono un corpo inerme a marcire tra veleni di una terra che divora anime e il proprio Dio
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (3)

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Patrizia Ensoli15 luglio 2013

Significativa la foto di questa lirica, " Uroborus " simbolo molto antico che rappresenta un serpente che si morde la coda ricreandosi continuamente e formando così un cerchio. Simbolo associato all'alchimia, allo gnosticismo e all'ermetismo. Natura ciclica delle cose la teoria dell'eterno ritorno, quella dell'Uno- Tutto e tutto quello che è rappresentabile attraverso un ciclo che ricomincia dall'inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Probabilmente, per andare avanti ... qualcosa deve finire!! Introspezione profonda e sfociante in ribellione!! Sentita e bella!!

Silvia De Angelis16 luglio 2013

Una forte carica emotiva, caratterizza il senso di questa lirica, assai accentuata nei suoi toni espressivi e di particolare ribellione al verso della vita stessa... Poesia apprezzatissima

Francesco Rossi17 luglio 2013

Mi consumano l'anima. Questo è il colmo della nostra sfortuna, riescono a farci sentire colpevoli di un qualcosa che essi stessi confezionano. Sono selpocri imbiancati che nulla di nuovo hanno da dire . Sono portati a spezzare i nostri sogni e ancor con più ingordigia cavalcano sempre il cavallo che è stato designato a vincere. Questi veleni che contaminano l'umanità sono assai pericolosi perche si disperdono nell'aria e rischiano di intaccare le sensibilità divorando e distruggendo anime nobili e il Dio che ogniuno di noi vede come una ancora di salvezza viene profanato dall'intolleranza e dall'abbandono.