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Morte 17 luglio 2013 · lettura 1 min · 874 letture

E le chiamano morti bianche

P
Patrizia Pepe 193 poesie pubblicate
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Troppe vittime sul cantiere le chiamano morti bianche questo del lavoro è il ballo globale niente diritti pochi soldi ma c'è chi lascia un braccio un occhio il corpo intero, danza che ruba la vita. Ogni giorno tutti i giorni vite ingoiate in fabbrica vite giovani e non, cadute stritolate. E' una danza da fermare una danza esasperata dove una madre piange straziata dove una moglie si sente spogliata. Asfalto rosso come la fiamma annullata con un pugno di segatura per pochi centesimi stringi la cinghia, al sorgere del sole una carezza al calar della luna non si sa chi resta. E le chiamano morti bianche.
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A tutti coloro che muoiono sul posto di lavoro, a quelle madri che restano con i cuori straziati, e a quei figli che restano soli senza appigli... Senza una parola, senza, così sono volati in alto sei Angeli... Ci hanno lasciato un grande insegnamento: andare avanti anche senza di loro perché la vita è un soffio e quel soffio va vissuto fino in fondo... ONORE ai sei Angeli di Mineo...

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L'autore
Patrizia Pepe

Patrizia Pepe nata a Catania nel 1961, ho vissuto i primi anni della mia adolescenza a Muro Lucano (uno dei 100 paesi più belli d'Italia) in provincia di Potenza. All'età di 16 anni sono andata a vivere da sola a Roma, dove lì ho lavorato e studiato, maggiorenne sono ritornata nella mia città natale dove vivevano i mie

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Commenti (4)

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D
Delinquente17 luglio 2013

Bella poesia di protesta sociale che s'aggiunge al gemebondo generale, ma come al solito la politica deve pensare solo alla poltrona

m
mollimra17 luglio 2013

grande denuncia, purtroppo di questo tema doloroso si parla molto poco, sono troppe le morti bianche di questi angeli che per mantenere le proprie famiglie perdono la vita, nessuno si preoccupa di loro né di chi resta... nel 2013 quanto progresso... ma quanto regresso

Donato Leo17 luglio 2013

Una poesia dedicata a chi è rimasto vittima sul lavoro.

Francesco Rossi18 luglio 2013

Purtroppo nel mio mestiere ho visto di persona morti sul lavoro. In questi casi tutte le norme di sicurezza non sono state approntate da chi preposto alla sicurezza sul posto di lavoro per favorire la proddutività. Morti sensa nessuna ragione possibile, il torto quello di lavorare per un tozzo di pane.