E le chiamano morti bianche

Patrizia Pepe nata a Catania nel 1961, ho vissuto i primi anni della mia adolescenza a Muro Lucano (uno dei 100 paesi più belli d'Italia) in provincia di Potenza. All'età di 16 anni sono andata a vivere da sola a Roma, dove lì ho lavorato e studiato, maggiorenne sono ritornata nella mia città natale dove vivevano i mie
Commenti (4)
Bella poesia di protesta sociale che s'aggiunge al gemebondo generale, ma come al solito la politica deve pensare solo alla poltrona
grande denuncia, purtroppo di questo tema doloroso si parla molto poco, sono troppe le morti bianche di questi angeli che per mantenere le proprie famiglie perdono la vita, nessuno si preoccupa di loro né di chi resta... nel 2013 quanto progresso... ma quanto regresso
Una poesia dedicata a chi è rimasto vittima sul lavoro.
Purtroppo nel mio mestiere ho visto di persona morti sul lavoro. In questi casi tutte le norme di sicurezza non sono state approntate da chi preposto alla sicurezza sul posto di lavoro per favorire la proddutività. Morti sensa nessuna ragione possibile, il torto quello di lavorare per un tozzo di pane.

