Nocciolo
mi lasciasti solo
nei vicoli dell'incubo
tralasciando
importantissimi silenzi
assenti nelle attese
presenti nelle certezze
vaganti
in pensieri obliqui
tra mare e cielo
nell'allucinazione totale
di gravità sconosciute
nel divorare
l'ultima albicocca
diventasti ancora nocciolo
col quale un tempo soffocai
sputato lontano
caduto nel nulla.
©
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L'autore
Giorgio Cazzante
Nel vostro mondo non esisto. Vago nell'eternità di un abisso, il nulla: un abisso utopico dove questa vita è frutto della vostra immaginazione, dove i vostri sogni sono i miei incubi. Riscattato da piccoli miracoli di follia, vivo tra i vostri pensieri, come una ossessionante allucinazione.
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