La Formica e il Sogno
La formica ormai impazzita
gira e cade su se stessa:
si cerca ma non si trova
nel formicaio abbandonato
Stremata, ormai inerme
si accascia e sogna piano
di essere un maestoso uccello
dalle grandi ali possenti
Sogna di volare
sul mare sconfinato
volteggia sopra alle nuvole
tra i caldi raggi del sole
e rincorre il suo problema
sapendolo irrisolvibile
ma lo rivede con felicità
nel germogliare di un’alba unica
rivive l’attimo iniziale
dove tutto era perfetto
dove il silenzio era lontano
sotto alla griglia dell’abisso
ma quando arriva il temporale
il fulmine colpisce
le grandi ali del maestoso uccello
che si accascia a terra e muore
così finisce
il sogno della formica
che ormai morta
risorge un’altra volta
e così risorgerà per sempre
sotto altre spoglie
nel dubbio atroce
della sua stessa esistenza
ma anche se lei non esiste
sa di avere un problema
e, felice,
lo agguanta, lo rincorre, lo ama
non lo risolve, ma lo ama
e lo amerà per l’eternità.
©
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L'autore
Giorgio Cazzante
Nel vostro mondo non esisto. Vago nell'eternità di un abisso, il nulla: un abisso utopico dove questa vita è frutto della vostra immaginazione, dove i vostri sogni sono i miei incubi. Riscattato da piccoli miracoli di follia, vivo tra i vostri pensieri, come una ossessionante allucinazione.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella... ! (santo aiello)
evviva la fantasia... piaciuta complimenti. (emiliapoesie39)
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