Baratro
fausto di pasquale
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Mi sono fermato sulla soglia
di un baratro,
oltre si intravede solo
la fine dei giorni.
Mi sono piegato sulle ginocchia,
la paura ha consumato tutto
il mio respiro.
Alzo gli occhi al cielo per ricomporre
il freddo sudore che scivola
sulla mia pelle come furia di cascata.
Riprendo coscienza ma un leggero
tremolio mi tiene ancora compagnia.
Un tetto di stelle colora il mio
smorto viso, gli occhi riprendono
la loro luce come se fosse giorno.
Mi rivesto di coraggio e prendo
per mano la vita mia.
Da una vecchia penna mi faccio
accompagnare con lei riesco sempre
a convivere e tutte le mie pene
non hanno più un volto.
Sarò ancora in vostra compagnia,
ore del giorno e della notte e con
il vostro permesso continuerò a
colorare di inchiostro pagine
ingiallite dal tempo con versi
che luccicare fanno il core.
©
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fausto di pasquale
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita22 luglio 2013
momenti di sconforto che solo con lo scrivere si superano, molto bella e sentita
