Strane antitesi
nel correre lontano
in lunghe giornate estive
dove si poteva restare ancora
a osservare lenti voli di gabbiani
allontanarsi dal giorno
quando vecchi amori
erano appena nati
in antiche notti
assurde e immobili
in memorie insane
mentre lentamente
tornavi indietro
nella mia lenta morte
in cui sposavo
il mio ultimo addio
parlavo ancora
i tuoi occhi nocivi
diventavano antitesi
di ombre assenti
dissolte in un vento lontano
in stanze vuote
dove i nostri silenzi
vagavano a stento
senza memoria
senza scopo
senza fine.
©
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L'autore
Giorgio Cazzante
Nel vostro mondo non esisto. Vago nell'eternità di un abisso, il nulla: un abisso utopico dove questa vita è frutto della vostra immaginazione, dove i vostri sogni sono i miei incubi. Riscattato da piccoli miracoli di follia, vivo tra i vostri pensieri, come una ossessionante allucinazione.
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