Uomini di sabbia
Uomini ad ore.
I vostri occhi hanno
per orizzonte i piedi.
E nelle mani
è la vostra frontiera.
Un verminaio scava
il suolo a foibe
e fiumi carsici.
E al cammino
toglie terreno.
Questi raduni non servono.
Fornicano formicai
e germinai di poteri.
Verminano
mio padre e mia madre
restituiti alla terra.
La coscienza ridotta
a lampi interrotti
difetta ad illuminarci.
Il dolore non ci allarma.
La malattia non ci allerta.
Finiscono per rassicurarci.
Un deserto ci entra dai pori
fino alle cisterne del cervello.
Nei caveau criptati del cuore.
A farci uomini di sabbia
privi di rantoli vivi.
Ignavi di furori e rabbia.
Uomini ad ore.
Quante volte la pazienza
fu la puttana dei potenti!
©
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