Festa di santa cristina
Tornano gli emigranti
con l'anima in due posti
guardano nuove case
senza storia
con occhi che non coprono
l'infanzia
Osservano la piazza
dove giocarono
a testa e croce
il sogno di partire
ma ormai il ricordo dei passi d'incertezze
lische di pesce sotto il cemento
La donna che volle rimanere
finalmente esce per strada
ha ancora il volto liscio
tranne una profonda ruga
di dolore
Nell'andirivieni
si cercano le mani
dell'antico distacco
ma qualcuna è sul muro
sciolta in un inchiostro nero
sotto la testa china e pesante
di un Dio sofferente
Tira lo stesso vento
che indicò il cammino
e poi si oppose al petto
Recalcitranti
al segno della croce
mentre passa l'icona
i figli si spiegano col rumore
di una lingua diversa
quasi fuori posto
I fuochi d'artificio
nella nuova area
a fianco al cimitero
e qualcuno con nostalgia
e disgusto
..bisognava farli nella città vecchia
è lì che vegliano i fantasmi
quì dormono solo i morti
Nel cielo vicino
i lampi di colori
ognuno per un rancore
alimentato dal fiato delle anime
che trovarono sepolture forzate
..........irrequiete....................
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Commenti (1)
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G
Grandesempre Giorgio11 aprile 2007
Ho letto questa bella poesia sei hai scritto oltre 300 poesie e per questo mi sono meravigliato quando ho notato che non hai letto e commentato nessuno in questo sito nell'ultimo periodo!