Il mio veleno

Di mare si nutre
il mio veleno
- lucido -
di follia insensata.
Ha braccia grandi
il suo profumo
é un fiore steso al sole
lacrima trasparente
rugiada dimenticata
goccia nel deserto
in un orizzonte di sabbia
bianca, come il tuo petto.
E li mi perdo.
Prendimi di mani e occhi
voglio restare li
farfalla senza strada
ricordo abbandonato
tempesta senza fine.
Stendimi di sera
allunga la tua mano
agguanta quella luna
imbrattami di latte
sorreggimi di fiato
sbriciola il mio corpo
e poi cibati
di me, polvere ferma.
Stancami di vita
mordi la mia mente
- vestiti di me -
e annega nel mio stare.
©
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L'autore
Sonia Consolo Giaccotto
Nata nel 1969, sin dall’adolescenza, ha mostrato una decisa predilezione per gli studi umanistici: ciò ha determinato una formazione di studi classici, fino al conseguimento della laurea in giurisprudenza con 110 e lode. Scrivere, sia in prosa sia in versi, ha rappresentato, da sempre, per l’autrice un modo per guarda
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