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Introspezione 29 luglio 2013 · lettura 1 min · 3686 letture

Elogio ad una metafora maligna

Giuseppe Fulco 73 poesie pubblicate
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Cosa mi proponi oggi lugubre metafora dei miei dolori, della mia alcova? Quale nota acerba trattieni ancora tra le spire della tua febbrile aurora? Secerne, dall’infinita eco di sogni sbiaditi, il fruibile sentore d’ erba appena recisa dove poso la mia pelle, pagina derisa negli anni deturpata da vizi graditi . Non che sia oggi un’angelo di piume sgualcite neppur un apostolo dirottato in miseria . Pur sempre mi bagno di tiepida lussuria sebbene dalla mia età le impulsive gesta sian pressoché svanite. Mia tanto attesa metafora, tardiva quale altro frammento d’ anima mi poni? Se è vero che in poesia nient’ altro lasci ai giorni la mia notte attende la tua rima .
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Una metafora che si attende e che contorce le dita è un tormento del poeta. Grazie21 dicembre 2013
L'autore
Giuseppe Fulco

Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella

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Commenti (1)

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Maria Luisa Bandiera29 luglio 2013

Particolare poesia, certamente fuori dal comune sia la simbologia che la stesura poetica, piaciuta e apprezzata.