Inquietudine

Nelle brevi stasi
esili spiragli
s'aprono
tra le porte della mia anima;
mi proiettano fuori
dall'abisso dell'immanente
Senza alcuna pena
guardo il mutar della scena
rispecchiando nella vanità
il delirio della mia passata gloria
Nell'inquietudine
d'un domani senza luce
accarezzo un foglio bianco mai stilato
spolvero una croce senza nome
Spinta da un turbine
tra le correnti
che sferzano il mio tempo
ripercorro sgomenta il mio passato
Sferruzzando i miei pensieri
avanzo su chimere
oscillando tra vile egoismo
e slanci d'altruismo
Ferita tra le maglie
d'una vita dimenticata
o mai vissuta
cedo in una smorfia di dolore
piango e non trovo pace
ma sorda rimango
Umiliata in sapienza
obbedisco alle leggi del vento
ritrovando i confini
nello spazio del mio presente
Libera e leggera
m'inebrio nella bontà del pane
vibrando nell'armonia
dei suoni dell'energia sottile.
Sulle sue note
sprigiono il mio canto
abbracciando musica, gioia e lacrime
vita e sentimento.
©
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca30 luglio 2013
bella poesia questa scansione del tempo non indulge sul tempo passato, così severae rapida. Lascia uno spiraglio aperto al presente e al futuro