"accetterò"
e, sono pronto signora della notte
quando vuoi puoi sedermi accanto,
sono sdraiato placidamente, serenamente
ti aspetto con visibile ansia, attesa trepidante,
come un bimbo aspetta il suo primo regalo, e
lì vi è un comodo divano in velluto rosso
starai comoda mentre io raccolgo e ricordo
tutti i frammenti di una lunga vita in solitario, dove
le donne sono venute ed andate via,
il danaro è stato vigliaccamente troppo,
i viaggi in lussuosi alberghi sempre presenti,
l'essere riverito e cercato era di prassi,
non riconoscevo più dio in quanto tale, ed
ora imbiancato e stanco di tanta strada
fatta sempre in macchina e mai a piedi,
ho voglia di pensare che Lui mi ascolterà,
in fondo Egli il mio tracciato umano ha scritto,
ha voluto che vivessi così senza mai darmi
un segnale, un segno, una voce sui miei sbagli
o forse ha voluto che provassi sul globo tutto il male
per poter poi gioire con Lui nel giorno del trapasso, e
sono pronto signora dal velluto smerlettato nero,
dammi la mano guidami dove Lui saprà e vorrà,
nel grande immenso fuoco o tra volte celestiali,
tra magici voli d'angelo o laghi insanguinati d'odio,
nelle meraviglie del cielo o nel profondo degli abbissi, e
sono pronto grassona dal volto scheletrico,
andiamo accetterò con placida serenità il verdetto:
accetterò.
©
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