Ai miei tempi!
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
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tempi diversi che regalavano diverse emozioni in un mare di pensieri... versi dolci e profondi...
Forse anche perché gli occhi giovani portano con disinvoltura gli occhiali rosa per vedere il mondo, ma la natura umana è sempre la stessa...
Un ritorno al passato in cui tutto era religiosamente perfetto, si notava il rispetto, l'amicizia, la simpatia delle persone, mentre ora si corre avanti e indietro e non ci si guarda in faccia neppure dentro casa, una vita di corsa, e in questi versi vengono riportate molte particolarità con un verseggiare melodioso e vero, un tema trattato con molta bravura, una descrizione molto serena e sviluppata con grande senso poetico, apprezzata.
E' innegabile, il mondo è oggi permeato da un egoismo distruttivo per le relazioni e ne rimangono stravolte tutte, da quelle familiari a quelle sociali. Ma effettivamente penso che se in parte siamo stati indotti a subire questo mutamento, dall'altra ne siamo noi stessi gli artefici. Attirati nel vortice dell'arrivismo, del consumismo ad ogni costo, non abbiamo saputo infondere alle nuove generazioni la capacità di scegliere liberamente e individualmente quel lato umano. Adattandoci per primi a richiami di futile apparenza non siamo stati buoni maestri. Ed ora ne paghiamo le conseguenze. Versi che lasciano ampio spazio a diverse considerazioni, non escluso un mea culpa. Piaciuta
Versi che descrivono bene la realtà di oggi. Come non si può avere nostalgia del passato! dove gli amici erano veri e sinceri, dove ci si divertiva con poco e, giustamente, come nella lirica descrive l'autore, ci si lasciavano le porte aperte; ora siamo prigionieri dell'indifferenza e della tecnologia che ha rubato il contatto umano. Bella satira; bravo all'autore per il suo bel verseggiare e per l'argomento trattato.
Il passato si staglia in questi versi – dolci ricordi ormai inarrivabili – ricordo bene quando si teneva la chiave sotto lo zerbino.
Rimpiangiamo i tempi in cui bastava poco per allietare la vita e l'avvenire non era un afrenetica corsa per stare al passo con la modernità, si sentiva il calore umano e la vicinanza tra le persone, ora distaccate e indifferenti ai problemi altrui... sembriamo dei robot più che esseri umani!!! Bella poesia, parole che restano scolpite nell'anima!






